Al salone EICMA 2025 è per la terza volta andata in scena la Champions Charity Race, una gara di flat track sui generis che mette a confronto i campioni del passato, spesso ancora in ottima forma fisica e ben inclini a darci del gran gas, sia del motocross che della velocità. Il percorso, di fatto, è una sorta di TT che ricorda più il cross che il dirt track, ma senza salti; le moto, queste sì sono moto da flat track.
Al via, nomi pesantissimi da entrambi i mondi: Troy Bayliss, in gara sulla bella e inedita OMT 450 C, Marco Melandri, Alex Gramigni, Stefan Everts, Chicco Chiodi, i vincitori Chareyre e Pourcel, David Philippaerts, Carlos Checa, Jeremy McWilliams, con Francesco Cecchini e Marco Belli unici veri piloti di flat track, iscritti tra i fuoristradisti.
La gara si è corsa sia il sabato che la domenica e si è sviluppata su una serie di sfide 1 contro 1 a inseguimento, senza quindi rischio di contatto o lo spettacolo dei sorpassi. I piloti di fuoristrada tra di loro da un lato, quelli di velocità dall’altro, e infine una finalissima tra il migliore dei fuoristradisti e il migliore dei velocisti.

Al termine di entrambe le giornate, il miglior crossista è stato il francese Christophe Pourcel, Campione del Mondo Motocross MX2 nel 2006 e due volte vincitore dell’AMA Supercross classe Lites. Allo stesso modo, sia il sabato che la domenica Thomas Chareyre è stato il migliore tra gli “asfaltisti”, lui che non ha invece bisogno di alcuna presentazione dopo 8 titoli mondiali Supermotard.
Nella Superfinale di sabato, formato due mance da tre giri ciascuna, è stato Chareyre ad avere la meglio, in sella alla TM, mentre la domenica Pourcel si è rifatto portando al suo primo successo ufficiale la Ducati Desmo450 MX da flat track.
Al di là dei risultati, è importante lo spirito della manifestazione: la Champions Charity Race di EICMA è, come suggerisce il nome, una gara che punta a devolvere il ricavato dai contributi degli sponsor in beneficienza. In palio per il vincitore di ciascun giorno un assegno da 5.000 euro, il primo devoluto alla Fondazione Luca Salvadori, con obiettivo il sostegno ai motociclisti coinvolti in incidenti e alle loro famiglie, il secondo all’ABIO, Associazione per il Bambino in Ospedale.
